Giorgio Orefice, esegue la prima mostra personale nel 1957 a Foggia. Frequenta la Scuola di Nudo a Bologna, nel 1996 si diploma al Liceo Artistico di Catanzaro e in ceramica presso la scuola d’arte di Vibo Valentia. Viaggia spesso a New York, Londra e Parigi. In questi anni sperimenta l’astrattismo, l’iperrealismo e la pop-art. Realizza opere in polistirolo espanso, lamiera zincata, plastica e oggetti luminosi semoventi.
Nel 1971 si trasferisce a Roma, dove realizza le prime esposizioni al grande pubblico. Frequenta Cinecittà, lavora anche con Pier Paolo Pasolini e si interessa di scenografia.
Nel 1973 viene premiato dalla giuria del Premio Viareggio, gemellata con la mostra internazionale “Ai Frati” di Camaiore, e in quell’occasione conosce Leonida Repaci.
Negli anni ’80, colpito da un viaggio in Messico, Guatemala, Perù e Brasile, comincia il suo discorso sull’etologia come rigenerazione dell’uomo.
Dagli anni ’90 si interessa di grafica computerizzata, di frattali e di frattalizzazione dell’immagine. Scrive il Manifesto del frattalismo nell’arte ed è considerato il protagonista di questa avanguardia.
Nel 1997 visita Lanzarote, dove si trasferisce stabilmente da gennaio 2004. Qui comincia una investigazione pittorica e realizza opere su lava grezza, dipinta con smalti e fuoco. Dal 2020 torna a Siracusa, sua città natale.